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La Cucina del Benessere: ALCOLICI

 

Amico prezioso per il buon vivere o acerrimo nemico del nostro benessere? L'alcol è tutte e due le cose insieme: per prenderne il buono e tenersi alla larga dalle sue minacce occorre conoscerlo bene e rispettarne la natura. È innegabile, infatti, che le bevande alcoliche sono uno dei piaceri della vita, sia come piacere del palato in sé sia per il loro dono di creare allegria, convivialità, confidenza. Ma è altrettanto innegabile che il loro consumo comporta rischi molto elevati per la salute, fisica e psichica, e per il nostro agire sociale, oltre alla tristemente nota capacità di creare dipendenza fino a devastare la vita di chi ne rimane vittima.

Quando parliamo di alcolici ci riferiamo a bevande ottenute con la fermentazione di alcuni frutti o cereali. Ma il termine "bevanda" non inganni: l'alcol ha un notevole tasso calorico, di cui va tenuto conto quando programmiamo la nostra dieta. Appare ormai accertato che l'alcol ha rilevanti pregi per la nostra salute. Ad esempio, stimola la secrezione di succhi gastrici, accelerando - negli individui sani - i fenomeni digestivi. Inoltre tutti gli studi condotti sul rapporto fra consumo di alcol e incidenza di malattie cardiovascolari confermano i tradizionali inviti al "giusto mezzo": infatti il rischio di sviluppare questo tipo di malattie è più alto (fino al 50% in più) per astemi e forti bevitori rispetto a bevitori leggeri e moderati.

Queste doti devono fare sempre i conti con quantità e modalità di assunzione. Infatti l'eccesso di alcol ha effetti molto dannosi sul fegato (fino alla cirrosi), può provocare ipertensione e aggravare l'obesità. Per "gestire" l'alcol il nostro organismo fa ricorso a complessi sistemi enzimatici che sono però presenti in quantità contenute, esaurite le quali l'alcol e i suoi "semi-lavorati" metabolici rimangono in circolo con effetti fortemente tossici. Per questo è assolutamente indispensabile fare uso di bevande alcoliche esclusivamente a stomaco pieno: la presenza di cibo rallenta il transito dell'alcol che così viene elaborato in parte già dagli enzimi gastrici, riducendo la mole di lavoro che toccherà poi ad altri organi. Gli effetti negativi dell'alcol sono significativamente maggiori negli obesi, nelle donne e nei giovanissimi. Per i primi ciò dipende dal fatto che il tessuto adiposo trattiene una maggiore concentrazione di alcol; quanto agli altri, è accertata la carenza (donne) o la quasi totale assenza (giovani di ambo i sessi) degli enzimi gastrici preposti allo smaltimento dell'alcol. Un altro fronte di allerta giunge da una ricerca americana che prova la stretta correlazione fra eccessivo uso di alcol e danni alla materia cerebrale analoghi a quelli prodotti dalle demenze.

Tirando le somme, diciamo che l'alcol non ha bisogno né di terrorismo moralistico né di dissennate apologie. Il segreto per far buon uso di questo antico dono degli dei è, anche in questo caso, la moderazione: l'uso di vino o birra deve essere limitato ad un bicchiere a pasto (alcuni consigliano di non superare la dose di 1 bicchiere al giorno). Se poi parliamo di bevande a più alto tenore alcolico, queste quantità vanno drasticamente ridotte e limitate a situazioni sporadiche.

 

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