Tivoli
Descrizione del comune
Città d'arte, storia, cultura, monumenti e Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
Le leggende sull'origine di Tibur (1215 a.C.) sono molte. Secondo un antico racconto, la fondazione della città avrebbe avuto origine da una colonia greca guidata da Catillo di Arcadia il quale ebbe tre figli: Tiburto, Corace e Catillo. Alla città venne dato il nome di Tibur.
Grazie alla bellezza del suo territorio e alla vicinanza con Roma divenne un ambito luogo di villeggiatura. Dopo la fine dell’impero romano fu conquistata prima dai Goti e poi dai Bizantini, per entrare successivamente a far parte dei possedimenti pontifici.
Attrazioni storico artistiche
Tivoli è famosa soprattutto per le sue ville: Villa Adriana, di periodo romano, Villa d’Este, del ’500 e Villa Gregoriana, grandioso parco sorto sui resti di una villa d’epoca romana.
Nella zona dell’antica acropoli, che si affaccia a strapiombo sulla valle delle cascate, si trovano due templi: quello di Vesta, circolare, con colonne corinzie scanalate e l’architrave decorato da un bellissimo fregio, e quello più antico di Tiburno o della Sibilla, rettangolare, con colonne ioniche.
Da Via Campitelli, una delle più caratteristiche della cittadina, con case di epoca medievale, si accede alla chiesa di S. Pietro alla Carità, del V secolo, con facciata e campanile romanici e colonne di marmo di epoca romana all’interno. Merita una visita S. Maria Maggiore, fondata nel V secolo e rifatta in epoche successive, che conserva elementi tardo-gotici nella facciata e all’interno affreschi, dipinti e resti di pavimento cosmatesco. S. Silvestro, romanica, ha una navata con abside decorata con affreschi del XII-XIII secolo.
Il Duomo, con campanile romanico, fu rifatto in epoche posteriori e conserva all’interno, tra l’altro, opere lignee e dipinti dei secoli XII e XIII.
Altro monumento che spicca nel panorama è la Rocca Pia, fatta costruire da papa Pio II Piccolomini alla metà del ’400, quadrilatero con torrioni cilindrici angolari; al suo fianco vi sono i resti di un anfiteatro romano di età imperiale.
Le ville di Tivoli
Villa Adriana
È la più vasta e la più ricca delle ville imperiali romane e fu voluta da Adriano, che però ne godette molto poco, in quanto morì dopo pochi anni. Costruita dal 118 al 134 d.C., fu progettata dallo stesso imperatore, uomo di grande cultura e sensibilità artistica, che volle vi fossero riprodotti i luoghi e gli edifici che più l’avevano colpito nei suoi viaggi attraverso le Province. Molte sono le costruzioni che vi sorgevano. La Villa sull’Isola, detta Teatro Marittimo, sorge su un’isoletta artificiale circondata da un canale ad anello, lungo il quale si svolge un corridoio porticato con 40 colonne ioniche. Al centro si trova la piccola villa disposta intorno ad un peristilio con fontana.
Il complesso delle Terme è costituito da due edifici, le piccole e le grandi Terme; nella loro costruzione sono state adottate soluzioni interessanti ed innovative, studiate soprattutto dagli architetti rinascimentali. Il Canopo è ispirato ad una cittadina egiziana, presso la quale Antinoo, il favorito dell’imperatore, era affogato. È costituito da una lunga vasca, chiusa da un lato da un emiciclo di colonne marmoree e riproduzioni di statue, i cui originali sono conservati nel Museo attiguo. Al lato opposto vi è un grande Ninfeo a pianta semicircolare, identificato recentemente come un triclinio per banchetti; lungo uno dei lati della vasca si trovano 4 cariatidi e 2 sileni. Fra le rovine del Palazzo Imperiale è collocata la Piazza d’Oro, a pianta ottagonale, che presenta il più alto peristilio dei tre che sono presenti nella residenza dell’imperatore.
Villa Gregoriana
Fu voluta dal Pontefice Gregorio XVI al fine di imbrigliare il fiume Aniene in una serie di cunicoli, per evitare che si ripetessero le piene rovinose che c’erano state nel passato. Dal Ferro di cavallo, un terrazzino che sporge a metà altezza sulla cascata, si può ammirare la grande massa di acqua, che fa un salto di circa 100 metri. La grotta di Nettuno e la grotta delle Sirene (ricca di stalattiti) testimoniano della costante opera di corrosione condotta dall’Aniene.
Villa d’Este
Nel 1550 Ippolito II d’Este, cardinale di Ferrara, venne eletto governatore di Tivoli e manifestò subito l’intenzione di rendere più prestigiosa la sua nuova residenza, situata nell’antico convento benedettino adiacente alla chiesa di S. Maria Maggiore.
Il palazzo è frutto in gran parte dell’adattamento dell’antico monastero, di cui conserva il chiostro interno. Pregevoli gli affreschi delle principali sale, tra cui la Sala del Trono, la Sala delle Arti e dei Mestieri, la Galleria, la Cappella e la Sala di Ercole.
Villa d’Este deve però la sua fama al sontuoso giardino all’italiana, con le sue fontane inserite in uno splendido scenario naturale. La Fontana dell’Organo era dotata di un congegno idraulico che, una volta messo in funzione, generava un suono armonico. La Fontana di Tivoli (o dell’Ovato) rappresenta il territorio tiburtino, con il fiume Aniene ed alcuni dei suoi monumenti principali. Il viale delle Cento Fontane, che zampillano in tre lunghi canali paralleli ognuno più alto dell’altro, la collega alla fontana Rometta, rievocazione in miniatura di alcuni dei più importanti edifici dell’antica Roma.
Si ricordano, inoltre, le fontane del Bicchierone (attribuita al Bernini, raffigurante un bellissimo calice sorretto da una gigantesca conchiglia), della Civetta, dei Draghi, delle Aquile, di Proserpina, di Nettuno che fa da fondale alle Peschiere (tre vasche rettangolari disposte una dopo l’altra), la grotta di Diana (con mosaici, stucchi e decorazioni a smalto).
Localitā rilevante
Terme di Tivoli
Tra le frazioni del comune di Tivoli una delle più importanti è Terme
di Tivoli, nota per le acque termali e lo stabilimento che le sfrutta.
Le terme Acque Albule, privatizzate e rinnovate, sono state per molti
anni luogo di incontro per tutte le persone affette da patologie,
soprattutto respiratorie, per le quali il trattamento con le acque e le
inalazioni di vapore sulfureo possono essere un aiuto nella cura.