Numerosi hotel, centri benessere e stabilimenti termali praticano la vinoterapia. Con questo termine si indica un complesso di terapie basate sull’impiego di derivati della vite (uva, foglie, vino). Nella accezione più attuale il termine si riferisce ad una branca dell’estetica nata in Francia, nella zona di Bordeaux, per iniziativa di Mathilde Cathiard, figlia di proprietari di grandi vigneti. Nel metodo proposto dalla Cathiard si fa uso di acqua termale per enfatizzare gli effetti terapeutici dell’uva impiegata per le cure estetiche, articolate in bagni, massaggi, gommage, impacchi, maschere e peeling: tutti rigorosamente a base di uva, vino, foglie di vite. Le proprietà dell’uva sono note sin dall’antichità. Oggi la moderna biochimica ha rintracciato nel vino oltre 300 sostanze con azione antisettica del cavo orale. Inoltre ogni chicco racchiude un concentrato di sostanze rivitalizzanti in grado di contrastare l’invecchiamento e di proteggere dalla fragilità capillare. Gli acini, ed in particolare i vinaccioli (semi dell’uva), sono infatti ricchi di calcio, fosforo, polifenoli e flavonoidi (che svolgono un’azione idratante, levigante ed antiossidante) nonché di acidi organici dall’elevata proprietà schiarente (un vero e proprio peeling naturale). La vinoterapia utilizza uva fresca ma anche olio di vinacciolo e concentrato di mosto, arricchiti con oli biologici e vitamine; prevede tre fasi applicative: peeling di fango termale (in posa per 20 minuti, allo scopo di liberare la pelle dalle impurità e prepararla a ricevere le componenti rivitalizzanti dell’uva), idromassaggio in acqua termale con concentrato di mosto ed oli essenziali (ottimo per la circolazione) ed un massaggio con acini freschi od estratti d’uva che regala in pochi attimi alla pelle una miniera di benefiche sostanze rimineralizzanti. L’ampeloterapia (dal greco “ampelos”, vite) o cura dell’uva impiega invece l’uva per “uso interno”: prevede un’assunzione giornaliera dei frutti in quantità gradualmente sempre maggiori, fino ad arrivare a circa 3 kg al giorno nel giro di una settimana. Durante la cura, l’uva è l’alimento principale del menu quotidiano, o l’unico. L’obiettivo è quello di fare un bel “lavaggio” all’intestino e al fegato, grazie alle proprietà diuretiche (è ricco di potassio) e lassative (pectine, cellulosa, enzimi) del frutto. E per i vasi sanguigni è un vero toccasana: le sostanze astringenti dell’uva fortificano le pareti di vene e capillari, la polpa ed i succhi li ripuliscono a fondo e ripristinano l’equilibrio tra colesterolo buono e colesterolo cattivo.Prima di intraprendere una cura dell’uva prolungata è opportuno rivolgersi al medico per verificare eventuali controindicazioni.
INDICATO PER: Inestetismi della pelle, miglioramento della microcircolazione sanguigna, lotta al colesterolo, depurazione epatica e intestinale; in alcune metodiche si ha un’azione stimolante cerebrale e una buona capacità ansiolitica.
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